

Per capire Roma bastano le parole di Tremonti: "Quando parlo con un romano non riesco mai a capire se sto parlando con un italiano o con un camorrista".
Tremonti ha perfettamente capito chi abita questa città, ogni romano è un piccolo mafioso. Non ci organizziamo in grandi associazioni mafiose ma ognuno di noi è sempre pronto a fregare il prossimo e a coprire con l’omertà chi ha fregato il prossimo. A Roma ogni delinquente vale uno... per dirla come i grillini.
Nel libro - quando parlo della differenza tra Roma e Milano - avevo anche parlato della mafia. Avevo scritto che la mafia a Milano non ha le basi per attecchire, e questo perché è un popolo meno omertoso. Dopotutto la mafia nasce quando i cittadini non si controllano a vicenda, quando cioè i cittadini sono codardi e quindi omertosi. Roma è piena di codardi. Quando sono stato in un ufficio postale di Milano e un furbetto ha provato a saltare la fila se lo sono mangiato. La scena è stata esilarante perché due vecchiette hanno tenuto testa ad un giovane muscoloso e aggressivo. Loro non si sono fatte intimorire e alla fine hanno prevalso. A Milano perfino i vecchi non hanno paura, qui a Roma invece siamo pieni di conigli. Non si sa quante volte ho visto la stessa scena ma con un finale diverso: il giovane che prevale sul vecchietto e la gente attorno invece di aiutarlo rideva. A Roma siamo paurosi e omertosi, non ci schieriamo contro nessuno, ci educhiamo a vicenda a farci gli affari nostri.
"Fatti i cazzi tuoi e vivi cent'anni".
Inoltre Roma è molto più territoriale di Milano. A Roma i posti delle macchine, i semafori degli zingari, il marciapiede delle prostitute, bancarelle, negozi, ecc. è tutto “suolo pubblico” ma è tutto controllato, quindi “privato”. A Milano quello che è pubblico di norma resta pubblico, non c’è questa territorialità. Non c’è territorialità perché sono i cittadini che mettono i bastoni tra le ruote e chiamano i vigili e la polizia anche per le minime stronzate.
La propaganda politico-mediatica ci ha insegnato che la mafia la combattono i grandi eroi, che siano giudici, scrittori o giornalisti. In realtà, anche se può sembrare un luogo comune, la mafia la possono sconfiggere solo i cittadini, tanti piccoli eroi che si controllano a vicenda e che stroncano sin da subito ogni tentativo di delinquenza e illegalità. Iniziando dal colore delle serrande di un palazzo, a chi salta la fila alle poste, a chi butta una cicca per terra, a chi occupa un posto auto pubblico... Se educhiamo i nostri concittadini a non commettere neanche la minima infrazione la mafia non può mettere radici.
I romani lo capiranno mai? Diventeranno mai coraggiosi?
28) Roma è davvero così violenta e mafiosa?

29) La situazione degli stadi e delle tifoserie romane è così pessima?
Su questo argomento potrei parlare per giorni. Posso sintetizzarlo usando le parole di un padre di famiglia che aveva portato i figli allo stadio. Quell’idiota pensava che andare allo stadio è l'equivalente di una gita fuori porta. Dopo quell’esperienza però ha capito e ha detto: "Mai più". Ma la cosa più esilarante è stata vedere il suo volto, aveva ancora la faccia terrorizzata.
Ridicolo no? Molti romani pensano di vivere in una città democratica e civilizzata e poi si ritrovano nella giungla. Allo stadio succede di tutto. Tifosi che durante la partita lanciano alle file davanti bottiglie di vetro ("chi cojo cojo la colpa non la vojo"). Chi ti deruba all’entrata o all’uscita. Chi brucia i chioschetti fuori dallo stadio. Chi fa a botte. Chi prende a cazzotti i vigili urbani. Chi fa cariche contro la polizia. E poi c’è tutto quello che accade a fine partita in mezzo al traffico. Gente con l’accetta dei pompieri che butta giù i motorini in corsa. Tifosi che buttano a terra i ragazzini e li prendono a calci, zingari che rubano zaini e accoltellano a casaccio, gente che spacca i finestrini delle auto, risse e accoltellamenti di ogni tipo. Andare allo stadio non è come andare al cinema, all'Olimpico il "ti siedi e ti godi lo spettacolo" non esiste. Adesso anche quel genitore lo ha capito e non porterà più i bambini allo stadio: non è un luogo per famiglie!
Ultimamente le cose sono migliorate, non tanto per i provvedimenti presi dalle autorità o dalla politica ma perché il calcio stesso ha subito una battuta di arresto, i giovani di oggi preferiscono fare gli youtubers, i bloggers, i cantanti piuttosto che i calciatori. L’interesse per il calcio non è più ai livelli di quando andavo a scuola, gli adolescenti hanno tantissimi altri hobby e idoli, e se proprio devono scegliere uno sport adesso hanno una gamma molto più vasta di quella che avevo io: ci sono sport che stanno sempre di più prendendo piede a livello nazionale.
Tornando alla violenza. 50 anni fa ci sfogavamo andando nelle piazze e per motivi politici. Poi le due fazioni, destra e sinistra, si sono trasferite negli stadi calcistici. Per chi non lo sapesse ogni tifoseria è di destra o sinistra, sono i vecchi picchiatori che dalla piazza si sono trasferiti negli stadi. Domani il luogo di battaglia sarà un altro, una sola cosa è sicura, gli italiani - a prescindere dal loro credo politico - hanno bisogno di sfogarsi.
30) Non si è capito qual è la piazza dove vive Matricola? Ci può descrivere meglio il luogo?
Non ti è mai passato per la testa che poteva essere una scelta voluta?
Nel libro c’è anche un indovinello: Qual è la piazza dove vive Matricola?
Ovviamente chi è di Roma è avvantaggiatissimo, con le mie indicazioni può indovinare abbastanza facilmente, però voglio vedere quanti ci riusciranno. Non lo so, in palio metto... una copia autografata?
Vedremo...

