top of page

I figli di Allah hanno tutto il mio rispetto, sono un grande popolo.

Anche loro come i cinesi non creano problemi: non spacciano, non ammazzano, non danno fastidio alla popolazione autoctona, ecc. Certo, ci sono delle mine vaganti - i terroristi - ma sono casi isolati, questi esaltati non riusciranno mai a rovinare la reputazione di un intero popolo.

I musulmani non sono così violenti come la propaganda vuole farci credere. Per capire la differenza tra la nostra cultura e la loro basta leggere la prima pagina del Corano, anzi basta leggere la prima parola della preghiera iniziale.

I cristiani dicono: NEL nome del Padre... 

I musulmani dicono: CON il nome di Allah...

 

Purtroppo soltanto oggi abbiamo capito che quelle verità incontrovertibili in realtà sono facilmente confutabili. La filosofia orientale, specialmente quella cinese, è molto più umile e sottomessa alla natura, ed è proprio la loro filosofia pacifica e relativista che oggi sta dominando le menti e i cuori degli occidentali. Le verità assolute e incontrovertibili le abbiamo buttate nel cesso. L’occidente sta ritrovando umiltà a livello filosofico e quindi a livello sociale, finalmente sta rispettando il volere della natura.

La concezione hegeliana è ancora molto presente ma non è più quella predominante: non è più la mente dell'uomo a comandare la realtà, ma è la realtà a comandare la mente. Anche a livello religioso abbiamo fatto dei grandi progressi, abbiamo abbandonato quell'arrogante fede cristiana basata su quell’errata filosofia assolutista. Se oggi un occidentale dovesse scegliere cosa dire mentre prega, sono sicuro che il 99% di loro preferirebbe dire: "con il permesso di Dio" piuttosto che "nel nome di Dio".

Spiegata la mia posizione torniamo al romanzo. La rappresaglia di cui parlo nel libro non va vista come odio nei confronti dei musulmani, è semplicemente l’odio di Matricola verso la globalizzazione. Lui è uno di quei pochi deficienti che riesce ancora a vedere i confini nazionali, non esistono ma per lui ci sonoMatricola è un patriota, un nazionalista, uno di quelli che non vuole svendere la propria identità culturale.

23) Nel libro Matricola organizza una rappresaglia contro i musulmani, qual è la sua opinione in merito?

Campagna pubblicitaria della Benetton

UNHATE

La differenza tra le due culture è l’arroganza. Quella semplice preposizione (nel/con) dice tutto. I cristiani parlano "nel" nome di Dio, si sentono divini e hanno creato personaggi semidivini come il papa. I musulmani chiedono il permesso ad Allah, si genuflettono. Il "con" rappresenta una partecipa-zione, il "nel" rappresenta un'identificazione, è l'uomo che si eleva a Dio, che ne fa le veci, rappresenta la tipica arroganza occidentale. L’Occidente rispetto al resto del mondo è nato e cresciuto nell’arroganza, un’arroganza figlia di una filosofia assolutista. Il pensiero occidentale ha sempre pensato di essere nella verità perché ogni ragionamento aveva l’appoggio della logica. 

Run - Awolnation

24) Matricola è ateo?

Non c’entra niente col romanzo, nel libro non parlo quasi mai di religione. Comunque la mia opinione è che l’ateismo non esiste, nessun essere umano può definirsi ateo. Molti possono dirlo ma non possono pensarlo. Come diceva Aristotele: “la parola sopporta tutto, il pensiero no”. A parole posso dire che questo maglione è bianco, ma non posso pensarlo, so perfettamente che il maglione che indosso è nero. Lo stesso accade con chi si professa ateo. A parole può dire di essere ateo ma poi quando rimane da solo con se stesso a pensare a "chi ha creato l’universo?" è costretto a mettere un’entità che sta fuori dalla materia.

Anche i fisici – che si professano atei – sanno che non si può “spiegare la materia con la materia”, si entrerebbe in un circolo vizioso senza fine. 

C’è stato un fisico che aveva usato un ottimo esempio: spiegare l’origine della materia usando la materia sarebbe come vedere un personaggio di un cartone animato che prova a spiegare l’esistenza degli esseri umani.

Un personaggio dei cartoni animati ha a disposizione solo materiali in due dimensioni, non ha i mezzi per poter spiegare il nostro mondo tridimensionale. Per poter spiegare l'esistenza degli uomini dovrebbe venire nella nostra dimensione, quello che ha fatto Jessica Rabbit. Ecco, il cristianesimo dice che Cristo, un semplice uomo tridimensionale, proveniva dalla dimensione divina. 

Chi crede che Jessica Rabbit sia stata tra gli uomini può benissimo credere che Cristo sia stato tra gli déi, però io un colpo di telefono alla Neuro lo farei, non saper distinguere la realtà dall'immaginazione mi sembra sia una malattia mentale... ma non sono uno psichiatra e quindi mi scuso in anticipo.

Tornando a noi. I fisici si limitano a spiegare come si è formato questo universo, ma non chi ha creato la materia primordiale. Loro partono da due assiomi: la materia e l'antimateria, poi chi ha creato l'antimateria non è affar loro, è una cosa impossibile da spiegare.

 

Insomma, tutti dobbiamo mettere un essere immateriale come creatore della materia, e le ipotesi sono due: o metti "Dio" o metti un "punto interrogativo".

- Chi mette il punto interrogativo significa che è alla ricerca di una spiegazione migliore.

In questa categoria - cioè il "Dio da trovare" - rientrano tutti quelli che si professano panteisti, atei, spiritualisti, ecc.

- Chi invece mette Dio ha due opzioni:

1) C’è il Dio religioso – quello che comunica con gli uomini e che parzialmente conosciamo, i famosi attributi divini: onniscienza, onnipotenza, ecc.

2) C’è il Dio agnostico – quell’essere fuori dalla materia che però è inconoscibile per l’essere umano (non ha attributi e non comunica con l’uomo)

Nella società del passato era predominante la prima concezione: il "Dio conoscibile" che interagisce con gli uomini e che spesso apparteneva ad una religione monoteista.

Oggi regna la seconda concezione: quella agnostica. La logica umana può arrivare all’esistenza di un Dio, però chi è e che cosa fa non possiamo saperlo.

Nell’imminente futuro, data l’influenza della cultura orientale e della new age molti metteranno il punto interrogativo, sempre pronti alla ricerca di una risposta migliore.

Insomma, come direbbe Etienne Gilson: l’ateismo è difficile da professare, nessuno è veramente ateo. In una manifestazione avevo visto un ragazzo che indossava una maglietta con su scritto: "Grazie a Dio sono Ateo!" Ecco, penso che questa frase sintetizzi alla perfezione la vera natura degli atei: hanno messo un Dio ma cercano una risposta migliore.

Adesso ti rigiro la domanda: Tu hai messo Dio o il punto interrogativo? Se hai messo Dio è quello agnostico o religioso? Cioè è un Dio che l’uomo può conoscere o resterà per sempre inconoscibile?

bottom of page