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CARLO & LICIA
Diventiamo tutti uguali dal momento che si è orizzontali!
22) Cosa pensa delle donne? Lei dice che sono le donne a comandare questa società, però nel libro c’è molta misoginia, qual è la sua opinione in merito?
Iniziamo dicendo che nel romanzo non c’è un personaggio femminile di spicco. A mio avviso nei crime story e più in generale dove c’è la mafia le donne non devono avere nessun ruolo determinante; al massimo possono far commettere qualche stronzata ai loro uomini ma non devono avere nessun ruolo principale.
Lo so, ormai una donna come protagonista ci deve sempre essere, però le eroine del cazzo suscitano antipatia e molto spesso rovinano la storia. La donna cazzuta e invincibile che appare in molti film americani fa vomitare, se poi si parla di mafia si arriva al ridicolo. Diciamo che ho preferito evitare queste buffonate e attenermi alla realtà, quando si parla di mafia la misoginia è doverosa.
Perché dico “alla realtà”?
Qualcuno ha mai visto una mafia al femminile? Una banda di gangster, un gruppo di briganti, un esercito al femminile? Una cavalleria, una massoneria, una casta di qualsiasi tipo composta da sole donne? L’aggregazione tra donne esiste ma è più rara e di sicuro è diversa da quella maschile. Aggregarsi per commettere violenza e crimini non è il modo di ragionare di una donna, che partoriscono la vita e quindi hanno una sensibilità ed una concezione del mondo diversa da quella maschile.
Chi comanda questa società? Gli uomini o le donne?
Prenderò la domanda alla larga, ma sarò breve. Sono sempre stato d’accordo con Freud e anche a me piace ricondurre tutto al sesso: il sesso spiega molto più della scienza. Per come la vedo io la donna ha un’inferiorità genetica, un’inferiorità dettata dal suo organo riproduttivo. L’uomo ha un organo sessuale che sporge all’esterno (attivo), la donna un organo che va verso l’interno (passivo). Può sembrare una stronzata, una banalità sentita più e più volte e che ormai non fa più effetto, eppure la verità spesso sta nelle cose semplici ed evidenti. Nell’atto sessuale la donna è quella che lo prende, l’uomo quello che lo dà, c’è una sottomissione dettata dalla genetica. Da questa inferiorità genitale si è poi sviluppato un intrinseco complesso di inferiorità.
Faccio due esempi per spiegarmi meglio:
Quante donne dopo il divorzio non hanno più voluto uomini nella loro vita? Quante non si sono più rispostate o non erano propense a convivere? Moltissime, e nella quasi totalità dei casi la loro risposta è stata la seguente: non volevo più essere comandata da un uomo. Non si risposano per non essere più "dominate", una sottomissione che inizia proprio dall’atto sessuale.
L’altro esempio è più divertente, è quasi una barzelletta, ne parla Erodoto. Un generale egiziano, che nel 450 a.C. (circa) aveva disertato insieme al suo esercito, fu raggiunto da un emissario del faraone per essere ricondotto in patria. Il generale ovviamente si rifiutò di obbedire, così l’emissario iniziò a minacciarlo: "Se non tornate subito in patria uccideremo tutte le vostre famiglie. Stupreremo le vostre mogli, uccideremo i vostri figli e venderemo come schiave le vostre figlie". Il generale scoppiò a ridere e poi alzandosi la gonnella rispose: "Finché avremo “questo” potremo creare quante famiglie vorremo".
Questi due esempi sono molto significativi se analizzati da un punto di vista sessuale, intendo proprio di organi riproduttivi. L’uomo è stato fortunato perché ha avuto il pene, cioè un organo che ha due caratteristiche: è la parte attiva nell’atto sessuale, è nomade. La donna è la parte passiva e siccome partorisce è più sedentaria.

La parità genitale/sessuale è stata raggiunta, la tecnologia ha colmato il gap di potere creato dalla natura, la parità culturale invece è appena iniziata e deve sconfiggere una tradizione millenaria. Però ci sono degli evidenti segnali di inversione di “polarità sessuale”.
Azzardo un paragone. Chi nella propria casa ha sia un gatto che un cane - e tra i due preferisce il gatto - avrà notato che dopo qualche tempo il cane inizierà a comportarsi come il gatto. Si acciambella sulla sedia, si strofina sulle caviglie del padrone, si arrampica sopra i mobili, ecc. Questo perché qualsiasi animale, uomo compreso, imita il comportamento dell’animale dominante, oggi quell’animale si chiama Donna.
L’inversione di polarità sessuale di cui parlo non è altro che un’inversione di mentalità: oggi tutti vogliono comportarsi come una donna, quindi se ne deduce che la donna è al potere.
Lo so che la società sembra ancora maschilista: gli uomini al potere sono moltissimi, i femminicidi sono all’ordine del giorno, in oriente la donna non viene ancora considerata, ecc. però sono straconvinto che è la donna a comandare questa società. Probabilmente sono l’unico a dirlo ma tra qualche decennio i fatti mi daranno ragione.
Anzi non lo dico solo io...
Gli uomini sono le nuove donne
Un piccolo contraddittorio: oltreuomo.com
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Oggi il cane che imita il comportamento del gatto è l’uomo. Nei secoli passati era il contrario: le donne volevano fumare, bere, studiare, scrivere libri, vestirsi da uomini, imparare a combattere, ecc. cioè imitavano la mentalità maschile, adesso è il contrario.
Trans, froci, effeminati sono aumentati in modo esponenziale. Tutti gli altri, quelli che definiamo “normali”, imitano la mentalità femminile, curano il corpo in modo maniacale (ci mettono lo stesso impegno e sprecano lo stesso tempo di una donna): manicure, cerette, docce solari, profumi, lifting, interventi estetici, ore ed ore passate dal parrucchiere alla ricerca di un taglio perfetto, palestra… e in pratica tutto quello che fa la donna da un punto di vista estetico lo fa anche l’uomo. Fare shopping per intere giornate ormai è tanto maschile quanto femminile. La sensibilità femminile, quella che ci porta a rifiutare di mangiare cadaveri e a diventare vegetariani, ad essere meno violenti e rozzi di quanto fossimo prima, è un altro segnale dell'inversione di polarità. Sappiamo che le donne odiano gli uomini noiosi, pertanto se siamo più cazzoni e festaioli di quanto lo eravamo 30 anni fa è solamente per compiacere loro. Anche il diritto le sta aiutando: quote rosa, il passaggio dalla "patria potestà" alla "potestà genitoriale", pari opportunità lavorative, ecc. Perfino nel sesso l’oggetto più ricercato è quello stabilito dalle donne: il cazzo. Non lo vogliono solo le donne, ma ormai anche gli uomini (sono in tantissimi quelli che vanno a trans per fare sesso passivo).
L’uomo di oggi ragiona con la testa di una donna, il suo cervello funziona così: alla donna piace il cazzo? Allora provo a farmelo piacere. Alla donna piacciono gli uomini che curano l’aspetto fisico? Allora spreco metà stipendio e metà giornata a curarmi il corpo. Alle donne piacciono quelli estroversi e festaioli? Divento un cazzone. È lo stesso ragionamento che fanno i cani che si ridicolizzano per imitare il gatto.
Conchita Wurst...el
Ho iniziato dicendo che la donna è quella che lo prende e l’uomo quello che lo dà. Adesso però è il contrario, anche nel gergo è la donna che risulta dominante, è lei che "la dà", l’uomo è quello passivo che deve faticare per "prenderla"... e che alle volte "lo prende" proprio.
La vita, la natura e la storia sono cicliche. Si dice che ogni tot anni la Terra inverte la sua polarità magnetica, ecco, la polarità sessuale degli esseri umani si è già invertita.
Concludo con una battuta - fatta da una donna - che a mio avviso rappresenta l'ormai raggiunta parità tra i sessi:
Un uomo dice ad una donna che sta guidando: "Women can’t drive".
Lei gli risponde: "Yeah, yuo are right. We… men… can’t drive".
Le battute non si spiegano ma stavolta farò un’eccezione. Al plurale women si pronuncia wimen, cioè we (noi) men (uomini). La risposta è così arguta che meriterebbe di stare nel Decameron di Boccaccio, ma allo stesso tempo è emblematica, rappresenta la fine di alcune convinzioni maschiliste e il declino dell'egemonia dell'uomo.
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O forse, come direbbe questa simpatica blogger, la totale parità tra i sessi è ancora da raggiungere:
La parità fra i sessi inizia dove finisce la banalità delle donne.
Di sicuro una donna non avrebbe potuto rispondere come il generale egiziano, dopo la menopausa non può più fare una famiglia, la genetica, o se vogliamo la natura, gli ha dato un limite di tempo che la rende meno nomade e quindi con meno potere d'acquisto dell’uomo. Il problema è che oltre ad un’inferiorità fisica si è poi aggiunta un’infe-riorità culturale. Per quattro millenni la donna non ha mai avuto ruoli di spicco, quelle poche che hanno comandato lo hanno fatto usando gli uomini come strumento. Trovare una donna che abbia co-mandato direttamente, cioè senza la mediazione di un uomo, è difficile, persino per scrivere i romanzi dovevano usare degli pseudonimi maschili.
Adesso le cose stanno cambiando, grazie alla tecnologia siamo riusciti a combattere le regole imposte dalla natura.
- I contraccettivi hanno aumentato il nomadismo dell’organo riproduttivo femminile azzerando le probabilità di rimanere incinta.
- La fecondazione artificiale ha eliminato il tempo limite per avere figli.
La donna di oggi può tranquillamente rispondere come il generale egiziano, può alzare la gonna e dire: "Finché avrò “questa” potrò creare una famiglia".

Inoltre le donne non sono portate al cameratismo, sono costantemente in competizione tra loro. Trovare un gruppo di 5 donne che sia durato per più di una settimana è quasi un miracolo, figuriamoci se possono creare un’organizzazione mafiosa. Il cameratismo è prerogativa degli uomini, che per natura tendono ad aggregarsi, le donne invece tendono a dividersi. Ma non è necessariamente un difetto. Le donne sono più mature, indipendenti e caratterialmente più forti dell’uomo, sanno stare da sole, l’uomo invece è un bamboccione che cerca sempre l’appoggio di qualcuno, di sicuro non è un fanatico ricercatore dell'indipendenza.




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Lo sputo finale è epico!
*se non ridi non sei il mio lettore ideale
