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10% fortuna, 20% abilità,
15% concentrato di forza di volontà,
5% piacere, 50% sofferenza
e 100% ragioni per ricordare il suo nome!

Nonostante sia un'autobiografia romanzata, nel personaggio c’è molto di me. In molti atteggiamen-ti Matricola è uguale a me. potrei dire che c'è un'identificazione quasi totale.

Allo stesso tempo sono riuscito a mantenere un certo distacco, nelle poche parti dove sono intervenuto direttamente ho fatto da subconscio, sono stato la coscienza critica di Matricola.

Diciamo che quel poveretto è il mio burattino, l'ho usato per fare e dire cose che nella realtà richiede-rebbero conseguenze anche pesanti.

Per quanto riguarda la fantasia in generale, in questo romanzo ce n'è davvero poca. Il 90% delle storie da me raccontate partono da fatti realmente accaduti. Il mio motto è quello di san Tommaso: se non vedo non scrivo.

Comunque il romanzo può benissimo essere interpretato come un sogno, un sogno che magari molti potrebbero condividere.... o almeno spero. Chiunque voglia dominare il quartiere dove è nato e cresciuto è Matricola.

Invece gli apolidi fricchettoni globalizzati che dicono "casa mia è dove sto io" possono anche andare a...

12) C’è un collegamento tra l’autore e il personaggio del racconto oppure è solo frutto della fantasia?

13) Nel libro vengono criticate tutte le categorie, anche quelle cui appartiene il protagonista. Risulta difficile inquadrare la vera posizione di Matricola. Non pensa ci siano delle incoerenze tra le idee del personaggio e il suo modo di comportarsi?

Innanzitutto il libro è nato per provocare e non per criticare. In una parte dico che nella società di oggi nessuno ha il diritto di giudicare gli altri, anzi che non si può proprio più giudicare perché sono spariti i valori condivisi che ci tramandavamo di generazione in generazione. Senza un punto di riferimento condiviso come fai a dare un giudizio? Ormai non esiste più un cattivo sempre cattivo, dipende da chi lo guarda e lo giudica.

Quelle di Matricola sono opinioni, o se vogliamo sono dei “giudizi personali”, ma non hanno l’intenzione di criticare, quella facoltà è stata esclusa da questa società, il nuovo millennio è relativista e individualista, ognuno pensa e agisce come gli pare.

Detto questo, le provocazioni sono tante e sono l’anima del libro, però da qui a dire che sono critiche mi sembra esagerato. La critica prevede un giudizio morale, un giusto e sbagliato, invece dietro le provocazioni di Matricola non c'è nessuna connotazione morale. "Fai quello che caspita ti pare però studia bene le conseguenze del tuo agire", più o meno è questo il messaggio di fondo del libro.

Questo è molto importante per me, ci tengo a precisare che sono delle provocazioni esposte sottoforma di critica... però ammetto che molti potrebbero fraintendere e vedere Matricola come un giudice che punta il dito contro tutto e tutti. Non era questa la mia intenzione.

Cos'è per me la provocazione?

La provocazione serve per attirare l'attenzione, ma poi deve anche saper far riflettere, altrimenti è solo una banale presa in giro. Matricola non è altro che il mio strumento di provocazione, l'ho usato per suscitare interesse riguardo a determinati argomenti e per farvi riflettere. Poi come ognuno di voi risponderà a queste provocazioni non lo so, il mio compito è solo quello di inviare determinati input, oltre non vado. 

Una dedica a tutti i lettori di questo libro che, non essendo i miei lettori ideali, con i loro commenti pisceranno fuori dal vasetto.

 

Per quanto riguarda l’incoerenza bisogna dire che fa parte dell’essere umano: la coerenza assoluta non ce l’ha nessuno. Inoltre l’incoerenza è la caratteristica principale di chi ha una mente relativista e scettica, e nella società di oggi abbiamo tutti questa mentalità, anche il protagonista del mio romanzo. 

Matricola prova a dare una direzione morale alla sua vita, prova a costruire un codice di valori personali, però è sempre consapevole che ogni valore che di volta in volta adotta non ha un fondamento di verità incontrovertibile e che quindi può cambiarlo da un momento all’altro. Ed è proprio quello che farà nel corso del romanzo. Nel pensiero si definisce fascista, nei fatti è un anarchico che non sa accettare gli ordini e ha una forte repulsione verso gerarchia e autorità.

Allora è fascista o anarchico? Io direi che è sia fascista che anarchico: è vero che è sempre alla ricerca di quei valori solidi tipici della società fascista, però non trovandoli vive nell'anarchia (temporanea). 

Perché proprio il fascismo? Perché è stata l’ultima certezza dell’umanità, l’ultimo ideale per il quale morire, l’ultimo “credo” dell’umanità. Poi è arrivato il relativismo e ormai è un caos totale. Il nazismo, il fascismo, quella croce celtica o uncinata rappresentano le ultime certezze che il genere umano abbia avuto. I credo di oggi sono tutti individualistici (prendi una qualsiasi persona e chiedigli in cosa crede, al primo posto metterà se stesso), il nazionalismo portato dalle dittature invece è stato l’ultimo "credo collettivo".

Come dice Marlon Brando nel film i Morituri: "l’arrugginito ideale nazionale sta scomparendo". In effetti la nazione è un confine arbitrario e convenzionale, non ha niente di vero e quindi è stupido morire per qualcosa che non esiste. Eppure 80 anni fa era una certezza assoluta, riuscivano a vedere i confini di una nazione. Oggi non ci riusciamo più, siamo tutti apolidi: fuga di cervelli, di imprenditori e di abitanti sono all’ordine del giorno. Ormai la patria non esiste: "casa mia è dove sto io".

Costruire dei valori in una società come quella di oggi, dove il collettivismo è stato sconfitto dall’individualismo, è arduo per chiunque. Il relativismo ci ha portati a credere e a vivere verità relative, quindi individuali. Ognuno sceglie con quali verità vivere. L’incoerenza tra pensiero e azione di Matricola non è altro che l’incoerenza che ha ognuno di noi, anzi è l'incoerenza della nostra stessa società.

Hitler muore e Dio, molto incuriosito da questo personaggio, decide di incontrarlo. Appena lo vede gli domanda: "Quante persone hai ucciso?"

Hitler un po' intimorito risponde: "999.999 ebrei ed 1 cinese". 

Al che Dio gli fa: "E perché un cinese?"

E Hitler: "Lo vedi che anche a te non frega un cazzo degli ebrei"

14) La contraddizione politico-ideologica non è l'unica incoerenza presente nell'opera. Nel libro vengono insultati i pezzenti e gli ignoranti, ma anche i laureati, qual è il pensiero di Matricola e  quale quello dell'autore?

Come ho scritto nel romanzo Matricola preferisce la gente spontanea e di cuore, predilige gli ignoranti piuttosto che quegli eruditi del cazzo con la puzza sotto il naso e sempre pronti a fregarti con l’intelligenza. Le persone ignoranti sono spontanee e sincere, imbrogliano anche loro ma lo fanno in modo più onesto e diretto.

Come Matricola anche io preferisco i sempliciotti agli eruditi, vigliacchi che prima lanciano il sasso e poi si nascondo dietro un dito.  Per i miei gusti sono troppo viscidi, non sanno mantenere dei rapporti interpersonali e vivono nell’egoismo.

Quello che però mi urta è l’eccessiva ignoranza. Ho un rigetto compulsivo verso tutti quei ragazzi che imitano in modo maniacale i personaggi televisivi, personaggi di una determinata televisione, tutta made in Mediaset: Barbara D’Urso, il Grande Fratello e Uomini e Donne per intenderci. Questi giovani mi fanno letteralmente schifo, non ho punti in comune con loro e quindi non riesco ad apprezzarli.

Più in generale odio quegli individui che affrontano la vita con un’eccessiva stupidità. Ingenui e ignoranti va bene, ma a tutto c’è un limite, l’eccessiva superficialità non ti fa affrontare la vita in modo responsabile e maturo.

Di nuovo però, tengo a precisare che le incoerenze non vanno risolte con il prevalere di una fazione sull'altra, questo accadeva nella società del passato. Il bene vince sul male e stronzate simili. La società di oggi è più complessa ed è più "orientale" nel modo di pensare: non risolve le dispute con l'annichilimento di un elemento con il suo opposto, ma cerca di trovare un'armonia tra lo Ying e lo Yang, entrambi indispensabili per mantenere quella tensione che poi genera coesione e forza.

Io e papà <3

What's up nigga?

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