


Questo aforisma non è stato inserito per fare scena (mettere una citazione a inizio libro ti rende più figo), è la chiave di lettura dell’intero romanzo. La parola Fortuna è presente 55 volte e spesso sigilla l’inizio e la fine di ogni impresa del protagonista.
"Ero stato fortunato, fortunatamente non ci furono conseguenze, ancora una volta la fortuna era stata dalla mia parte, ecc."
Molti romanzieri scelgono un personaggio e poi gli fanno superare le peripezie grazie al talento, all’ingegno, all’abilità, ecc. Sono tutte stronzate! Nella realtà il talento non basta per avere successo, bisogna essere “destinati” al successo. Ed è proprio questo il significato di Fortuna: Destino.
Un tempo la parola fortuna era sinonimo di fato e destino, adesso invece è legata al lotto, superenalotto e ai giochi d’azzardo, ne abbiamo ridotto la portata concettuale.
È ovvio che se vinci alla lotteria sei stato fortunato, ma dobbiamo intenderlo come: eri destinato a vincere. C’è un’enorme differenza. La fortuna di oggi è la dea bendata che appare e scompare, è legata al culo, alla superstizione, alcune volte al karma. Invece la fortuna che intendo io è quella degli antichi greci, quella che ti sta sempre addosso, quella che stabilisce il tuo destino.
Molti pensano che la parola “fortuna” non si possa spiegare, cioè che non possa essere racchiusa in una definizione univoca. In realtà è semplicissimo dare una definizione di FORTUNA: "sono le azioni degli altri che nel bene e nel male (fortuna-sfortuna) influenzano la tua vita".
Mettiamo il caso che stai guidando e all'improvviso fai una manovra pericolosa. Se ne esci illeso non è merito tuo, non sei stato fortunato come molti intendono, ma è merito di tutti gli automobilisti che stavano dietro di te e che si sono fermati in tempo e non ti hanno tamponato. La tua fortuna non la stabilisci tu, è stabilita dalle azioni degli altri.
I greci - che sapevano il fatto loro - distinguevano tra:
destino – quello che stabilisci con le tue azioni e decisioni
fortuna – quello che è stabilito dalle azioni e decisioni degli altri
fato – quello che è stabilito dalle azioni e decisioni degli dèi
La vita di una persona è scandita da questi “tre destini”.
Alcuni aggiungono il “caso”, ma il caso non esiste, rientra in una
di queste tre categorie.
Nessuno può avere successo se non è fortunato, cioè se non è aiutato dagli altri. Il discorso può riguardare anche la vendita di un libro: vende chi è destinato a vendere. Ci sono persone famose con milioni di fan che scrivono un libro – addirittura spendono decine di migliaia di euro in pubblicità – e poi vendono solo 3.000 copie. C’è poi uno sconosciuto che scrive un libro in un italiano scadente e riesce a vendere un milione di copie. È la fortuna (intesa come le scelte degli altri che influenzano nel bene e nel male la tua vita) a stabilire il successo, di sicuro non è né il merito né la dea bendata. Eppure sono pochissimi a sapere queste cose.
Quando un romanziere porta al successo il suo protagonista senza inserire dei colpi di fortuna, allora stiamo di fronte a qualcuno che non ha capito come funziona la vita. Nel mio romanzo Matricola supera ogni difficoltà grazie al bucio di culo, privato della fortuna è un imbranato senza talento e senza ingegno.
Se avessi scritto il contrario allora sarei potuto diventare uno sceneggiatore della Marvel, avrei creato un supereroe. Purtroppo molti romanzieri rendono i loro protagonisti dei "supererrori", ma è gente che non ha vissuto, che pensa che la bravura sia più decisiva della fortuna. Non bisogna essere fatalisti ma neanche diventare hegeliani.
Da parte mia preferisco essere fortunato piuttosto che avere talento: se un prof. mi regala un 30 lo prendo, se vinco a bowling senza saper giocare esulto come un maiale, e più in generale ho imparato ad accettare la fortuna come parte integrante della mia vita, la rispetto tantissimo. Diffidate sempre di quelli che sminuiscono i vostri successi dicendo che "siete stati fortunati" (come per dire che non è merito vostro ma demerito degli altri), la fortuna è proprio l'aiuto degli altri, ed è parte integrante della vostra vita, è il vostro destino!
Diciamo che esistono due tipi di romanzieri: quelli alla X-Factor, che mettono il fattore X, cioè la Fortuna, come protagonista, e quelli da Talent Show, che mettono il talento sopra ogni cosa. Ecco, tra X-Factor e Talent Show preferisco X-Factor: il talento senza la fortuna (il successo decretato dalle scelte degli altri) non vale niente.
11) Il libro inizia con un aforisma: Meglio essere fortunati che bravi. Può spiegarcelo?
