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Mondi che non hanno vissuto e che non capiranno mai. Se sei un tipo all’antica che non sa neanche accendere il computer perché compri il libro di uno youtuber? Perché è il primo in classifica? Perché va di moda? Perché te l'hanno suggerito?

È assurdo no? Un acquisto dettato dalla stupidità e un commento scritto dall’arroganza.

L’errore sta proprio nelle forzature d’acquisto e nel voler commentare a tutti i costi. Il mondo di oggi è pieno di giudici e saccenti pronti a dire la loro su tutti gli argomenti - manco fossero onniscienti - però invece di aggiungere qualcosa creano solo confusione. In teoria chiunque può comprare un libro, però non tutti possono commentarlo. 

Tornando all'esempio del libro di uno youtuber. Se non conosci il gergo da web: flame, haters, fake, clickbaitv-blog, ecc. come fai a commentare in modo pertinente? Non puoi, finisci per criticare la grammatica, la sintassi, il fatto che nelle pagine ci sono tante foto inutili, che si parla del niente, ecc. ma non è un commento utile.

Conosci il web? Sei un fan di quello youtuber? No, e allora perché non ti fai i fatti tuoi? C’è quella convinzione dura da sradicare che ogni libro ha tendenze universali. I libri e gli scrittori di oggi sono meno pretenziosi di quelli del passato, e sono più realistici, ogni libro ha la sua categoria e i suoi lettori, quei libri sono solo per loro.

18) Fa molto riferimento a film e videogiochi, perché?

Rappresentano gli elementi principali della cultura dei miei lettori. I miei coetanei comunicano usando film, musica, videogiochi e web, proprio come voi un tempo comunicavate usando film, libri e TV.

Chi compra il mio romanzo e non ha mai giocato a GTA5 o a Shoot Bubble, o chi non conosce il sergente Hartman, non ha mai visto Scarface, Gangs of New York, non sa chi sono i “fattoni” e non ha mai sentito parlare dell’A-Style non è un mio lettore. Ovviamente può leggere il romanzo ma non deve azzardarsi a commentare, piscerebbe fuori dal vaso, parlerebbe di un mondo che non conosce e che di sicuro non capisce.

BUTCHER

Come ho detto prima ci tengo moltissimo che il mio libro finisca nelle mani giuste, cioè nelle mani del mio lettore ideale: un cazzone di periferia tra i 15 e i 35 anni con una determinata cultura filmoludica.

Non so perché ma moltissime per-sone continuano a comprare libri che trattano argomenti che non conoscono.

19) Nel libro si parla anche di Targi, cos’è?

Questa domanda non me l’aspettavo. Hai presente quando un professore universitario ti vuole bocciare? Di solito fa una domanda la cui risposta risiede in mezza riga di un testo di 500 pagine. Tu ovviamente non ti puoi ricordare quella mezza riga e provi a giustificarti, dici che quell’argomento non l’ha spiegato, che non c’è nel testo, ecc. Il professore si incazza e ti dice: apri il libro a pagina 230, vai al secondo paragrafo, dodicesima riga.

Ecco, dalla sua risposta capisci che quella domanda è stata fatta intenzionalmente e che la usa spesso quando vuole bocciare qualcuno.

Targi nel mio romanzo appare una volta sola. Se mai dovessi diventare un professore universitario userei questa mezza riga per bocciare uno studente... però vedo che mi hai anticipato e il professore bastardo sei tu, io lo studente che rischia la bocciatura.

Targi è un gioco da tavolo. Da un decennio in Germania è tornata la passione per i border-games, cioè i "giochi da tavolo", come Monopoli e Risiko per intenderci. Per 50 anni abbiamo giocato sempre agli stessi giochi, adesso ne stanno inventando tantissimi. È ancora un settore di nicchia, ma alcuni giochi, come per esempio Carcassonne, stanno diventando abbastanza conosciuti.

Il mio preferito ovviamente è Targi. Penso che dopo gli scacchi sia il miglior gioco di intelligenza per due persone. Prima c’era Forza-4, dama, domino, backgammon, adesso nel podio metto Targi.

Per chi vuole provarlo può andare su www.boardgamearena.com. Vi avviso, una volta capite le regole e raggiunta una certa dimestichezza col gioco diventerà una droga, vorrete sfidare chiunque.

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